La strana guerra. 1939-1940: quando Hitler e Stalin erano by Arrigo Petacco

By Arrigo Petacco

L. a. sera del 31 agosto 1939 un commando speciale di dodici uomini travestiti da soldati polacchi assalta l. a. stazione radio di Gleiwitz alla frontiera tra Germania e Polonia, lanciando un messaggio di sfida al Terzo Reich. Il finto "incidente", organizzato dai vertici delle ss, darà il pretesto a Hitler in keeping with invadere il territorio polacco e some distance scoppiare così los angeles seconda guerra mondiale. Preparato da un patto di non aggressione fra Germania e Unione Sovietica, che dava campo libero alle due potenze firmatarie nelle reciproche aree d'influenza, e inauguratosi con una Blitzkrieg , ossia un attacco fulmineo alla Polonia da parte dei tedeschi, il conflitto ebbe, nella sua prima fase, sviluppi singolari e contraddittori, che suscitano interrogativi ancora oggi senza risposta. Perché Francia e Inghilterra aprirono le ostilità con l. a. Germania dopo l. a. sua offensiva in Polonia, e non con l'Unione Sovietica che aveva fatto altrettanto fagocitando, in line with giunta, tutti i paesi baltici? E come mai sul confine franco-tedesco, dove si fronteggiavano l'inespugnabile Linea Maginot e los angeles Linea Sigfrido, l'esercito francese, considerato il più uniqueness del mondo, al quale si period aggiunto il Corpo di spedizione britannico, non approfittò della debolezza delle truppe tedesche, impegnate a combattere soprattutto sul fronte polacco? consistent with mesi non venne sparato un solo colpo fra i due schieramenti, che fecero il possibile in keeping with non irritarsi a vicenda. Temporeggiavano, giocando alla guerra. A una "strana guerra", nome con cui quella stagione di schermaglie e attese è passata alla storia. Ma alla effective del novembre 1939 il cannone cominciò a tuonare consistent with davvero nel profondo Nord, con il conflitto russo-finnico. Eppure le "stranezze" continuarono: anziché combattere i tedeschi, gli Alleati corsero advert aiutare los angeles Finlandia pianificando grandiose operazioni militari contro Stalin. Che cosa accadeva? L'Europa stava forse impazzendo? È quanto si propone di indagare Arrigo Petacco che, attraverso una cronaca puntuale e coinvolgente, racconta gli eventi, i personaggi, gli accordi segreti, i retroscena del periodo fra il 1939 e il 1940 in cui Germania e Unione Sovietica si tenevano l. a. mano e negli ambienti politici e militari occidentali il vero nemico sembrava essere più Stalin che Hitler. In questo scacchiere ancora incerto, un ruolo primario fu svolto dall'Italia, di cui queste pagine ripercorrono i nove mesi di "non belligeranza" descrivendo l'intensa attività diplomatica, palese e occulta, di Mussolini. Fra contraddizioni, tentennamenti e bluff, il Duce cercò di procrastinare il più possibile l'intervento in guerra, nella speranza di giungere a una conferenza internazionale e di ripetere così il successo ottenuto a Monaco nel 1938 come "salvatore della pace". Ma dovette ben presto arrendersi di fronte alla potenza distruttiva della macchina bellica tedesca, che avanzava inesorabile. l. a. "strana guerra" period finita e cominciava quella vera.

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Nel frattempo, l'ambasciatore tedesco aveva tirato giù da letto il capo del governo danese e gli aveva imposto una dichiarazione di resa che l'altro aveva docilmente firmato, pur avanzando una protesta formale. Prima di mezzogiorno, l'intera Danimarca era in mano tedesca e alle 14 fu firmata la capitolazione. Anche il settantenne Cristiano X, re di Danimarca, aveva fatto buon viso alla cattiva sorte dichiarando di affidarsi alla «comprensione» degli invasori per risparmiare vite umane. Soltanto il giorno dopo si verificò un episodio degno dì nota.

Tanto è vero che in quei giorni fra gli alti gradi delle forze armate tedesche si giunse addirittura a progettare un piano per rovesciare Hitler. Ma i congiurati, fra i quali figuravano anche Brauchitsch e Haider, rinunciarono all'impresa quando ebbero la consapevolezza che i giovani ufficiali e tutta la base dell'esercito non avrebbero obbedito agli ordini tanta era la cieca fiducia che essi riponevano nel Fùhrer. Pur ignorando questo episodio, ma in ogni caso indispettito per le lungaggini pretestuose dell'OKW, il 23 novembre 1939 Hitler aveva convocato lo stato maggiore per sferrare un attacco a fondo contro l'attendismo dei suoi generali.

Lo sbarco a Bergen, seconda città della Norvegia, incontrò invece una resistenza più sensibile, ma a mezzogiorno tutto era comunque finito. Oslo, la capitale, fu la città che si oppose con maggior vigore all'invasione. I pezzi da 280 mm della fortezza di Oscarborg affondarono l'incrociatore Blucher con il suo equipaggio di 1600 uomini, colarono a picco due cacciatorpediniere e danneggiarono gravemente la corazzata Ltitzow e l'incrociatore Emden. A causa delle perdite subite l'assalto dal mare fu interrotto, ma presto cinque compagnie di paracadutisti calarono sulla città e se ne impadronirono.

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