Il Daghestan: conflitti, religione e politica by Giovanni Bensi

By Giovanni Bensi

Pur non essendo aggiornato agli ultimi eventi, il lavoro di Giovanni Bensi è utile in step with comprendere los angeles complessa realtà del Daghestan.

Giovanni Bensi in line with 30 anni (dal 1972 al 2002) ha lavorato nella redazione di lingua russa di Radio loose Europe/Radio Liberty, l’emittente statunitense che, prima da Monaco di Baviera e poi da Praga, trasmetteva e tuttora trasmette nelle lingue dell’Europa Orientale e dell’ex Unione Sovietica. Fa parte del Centro Studi sulla Storia dell'Europa Orientale (CSSEO) fin dalla sua costituzione. Attualmente collabora con i quotidiani Avvenire e Nezavisimaya gazeta.

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2, 2009. 75 Ruslan Ch. Parov, Gosudarstvennoe regulirovanie rynka truda, tesi di laurea, Rostov-na-Donù, 2002, p. 6. 76 Nezavisimaja gazeta, 5 aprile 2004. 70 30 Anche l’ex comandante delle truppe russe in Cecenia, Gennadij Trošev, morto in un incidente aereo nel 2008, ha pronta una spiegazione sociologica per la diffusione dell’estremismo islamico in Daghestan: “La disoccupazione di massa fra la gioventù, la perdita di validi orientamenti esistenziali, l’umiliante posizione materiale: tutto ciò ha creato un terreno favorevole per ogni variante di radicalismo.

ITAR-TASS, 12 agosto 2003. 45 ai quali non piace la mia coerenza (principial’nost’)”120. L’assassinio di Gusaev fu subito qualificato come politico. Il movente finanziario, che così spesso arma la mano di sicari nella Russia d’oggi, fu subito escluso perché Gusaev non aveva alcuna relazione nota con nessun “clan” economico o mafioso. Il ministro era considerato uno dei più decisi e competenti avversari del fondamentalismo islamico: in un articolo pubblicato poco prima della sua morte egli sosteneva che la comparsa e lo sviluppo dell’estremismo nel Nord-Caucaso fosse l’effetto di un piano globale degli islamisti radicali internazionali alla bin-Ladin121.

1 di Beslan, in Ossezia del Nord. Il 3 successivo il muftì daghestano Ahmad-Hadži Abdulaev emise un comunicato nel quale si condannava duramente il terrorismo. Si potrebbe considerare questo documento come un manifesto dell’islam “moderato”, valido anche al di fuori del Daghestan. Dopo aver espresso il suo dolore ai parenti delle vittime di Beslan e ai “cittadini russi”, Abdulaev scrive: “È doloroso che i terroristi si definiscano musulmani, una cosa che reca danno a tutta l’ummah (comunità) islamica e dà occasione a chi è interessato a creare un’immagine negativa dei musulmani, di parlare di un terrorismo islamico.

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